Una nuova sfida per le persone con disabilità

L’esperienza

Il desiderio di diventare adulti e la possibilità di confrontarsi con i propri coetanei, in un percorso di “educazione alla pari”, per mettersi tutti insieme in gioco. È l’esperienza vissuta dall’estate del 2016 da un gruppo di 7 ragazzi tra i 22 e i 34 anni, conclusa nell’estate del 2017 con l’organizzazione in autonomia in un soggiorno al mare, e dai loro “peer educator”, i coetanei Luca, Andrea e Gloria, che dal 2014 hanno seguito un percorso di propedeutica all’abitare in un appartamento a Sacile. I tre ragazzi, durante i due incontri programmati ogni settimana nell’arco dell’anno, hanno mostrato al resto dei coetanei tutto ciò che hanno a loro volta potuto sperimentare, seguiti da una equipe di educatori.

L’educatore tutor

La peculiarità del percorso di “peer education”, che ha l’obiettivo di aumentare il ventaglio delle autonomie non solo dal punto di vista pratico, ma soprattutto relazionale, è la presenza di un solo educatore definito “educatore tutor”. Il tutor, attraverso le competenze dei peer educator e il loro coinvolgimento attivo, favorisce il trasferimento delle autonomie al nuovo gruppo di ragazzi: come gestire una casa, tenere curato il proprio corpo, relazionarsi con gli amici. Non è stato sempre facile riuscire a gestire le relazioni. “Condividendo insieme lo stesso appartamento e con il supporto degli educatori, siamo riusciti a conoscerci meglio e andare d’accordo”, raccontano i tre “peer educator”.

Le attività esterne

Il percorso ha previsto molte attività esterne: la visita dei paesi vicini (Udine, Treviso, Pordenone), la partecipazione alle iniziative offerte dalla comunità, e anche attività ludiche, come la gita organizzata a Gardaland. Durante l’estate 2017 le autonomie sono state messe alla prova in occasione del soggiorno al mare: i 7 ragazzi, divisi in due micro-gruppi, hanno scelto l’appartamento, a Bibione, il periodo, i giorni di vacanza (due settimane), hanno prenotato l’appartamento e organizzato l’intera vacanza, raggiungendo il luogo di soggiorno in modo autonomo con i mezzi pubblici, il tutto con il minimo supporto educativo (circa 20 ore distribuite in 4 interventi mirati per tutto l’arco delle due settimane di vacanza).

I risultati

Il cambiamento di contesto è stato stimolante e ha permesso di raggiungere risultati significativi: una maggiore gestione delle dinamiche di gruppo; una nuova percezione dei propri soldi, guadagnati per la maggior parte grazie alle borse lavoro, in un’ottica di risparmio; una maggiore gestione della casa. I tre “peer educator” hanno fatto visita agli altri coetanei, trascorrendo una intera giornata insieme alle terme. La stretta comunicazione tra le famiglie e il servizio ha permesso ai ragazzi di continuare a sviluppare le proprie autonomie anche a casa propria. Il forte desiderio dei ragazzi di avere una vita indipendente, fuori dal nucleo familiare, si è concretizzato con una lettera scritta dai ragazzi stessi, in cui hanno richiesto di fare una esperienza abitativa “..come quella di Luca, Andrea e Gloria (i peer educator)”.