Autonomia e mobilità, l’esperienza di Matilde

Il 3 Dicembre, celebriamo la Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità. Non è solo una ricorrenza, ma un momento per riflettere su quanto sia stato fatto e quanto ancora ci sia da fare per garantire una vera inclusione.


Nella convenzione ONU la mobilità autonoma non è un “favore”, è un diritto fondamentale sancito dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità. C’è ancora strada da fare nonostante i principi, i numeri ci mostrano un divario ancora netto: in Italia, l’uso del Trasporto Pubblico Locale (TPL) extraurbano tra le persone con disabilità si ferma all’8-11,4%, contro il 16,7% della popolazione generale.


Nel nostro Nord-Est, le quote di utilizzo del TPL sono generalmente più basse rispetto al Nord-Ovest. In FVG eccelliamo per offerta infrastrutturale (36,5 km/abitante vs 29,5 della media nazionale), ma mancano ancora dati precisi sull’effettivo utilizzo da parte delle persone con disabilità.

 

Ma dietro le percentuali e gli articoli di legge, ci sono le persone. Ci sono le storie.
Matilde vi racconta la sua esperienza. Ogni giorno, Matilde prende il treno per raggiungere il suo posto di lavoro. Per lei, quel viaggio non è solo uno spostamento da A a B, ma l’espressione concreta della sua libertà.


Cosa significa davvero “spostarsi in autonomia”?
Abbiamo chiesto a Matilde di raccontarcelo in questa intervista.